ASCIAMPRENER

Famiglia di origini boeme venuta in Italia come soffiatori del vetro. Presenti a Porto Valtravaglia dalla seconda metà del 1800.

 

Felice (6-12-1878 - 21-3-1953)

Di origine milanese, ma legato a Porto Valtravaglia tanto da farne il suo rifugio in vita e in morte, è stato una delle personalità più in vista del motociclismo militante per oltre trent'anni. Si può dire che il motociclismo regolaristico sia stato imperniato sulla figura di questo baldo cavaliere. Fondatore della S.I.M. (Società Incoragg. Motociclismo) subito dopo la prima guerra mondiale, con Francesco Lorenzini, Gino Pobbiati e Nino Mariotti, le sue passioni ebbero spicco in tutte le sette edizioni del classico Giro delle Alpi Orobie, precursore delle gare di regolarità. Dalle Sei Giorni internazionali e nazionali alle molteplici edizioni delle 24 ore ed alle manifestazioni più importanti di motociclismo, le classifiche hanno sempre visto Felice Asciamprener ai posti d'onore, e così dicasi per i maggiori Raduni.
Ha saputo anche nel campo del lavoro affermarsi raggiungendo un cospicuo posto nell'industria del vetro con la creazione di una fabbrica dalla quale uscivano i migliori prodotti del genere.

Nel figlio Spartaco (5-1-1915 - 13-10-1954) emersero invece spiccate attitudini all'arte ed alla letteratura, portando il suo nome in una posizione ragguardevole per i saggi letterari ed i i volumi di poesie pubblicate. Era un bibliofilo raffinato, sempre alla ricerca di libri ed edizioni rare e originali. E con i volumi raccoglieva manoscritti e documenti. Nella sua raccolta figuravano pezzi di straordinaria importanza, prime edizioni, autografi di grandi personaggi, originali manoscritti di intere opere, volumi di grandi autori con firme, dediche, correzioni e postille degli stessi autori. Grande la sua produzione letteraria, nei 39 anni di vita, edita per lo più dall'editore Ceschina. Nel 1938 curò una monumentale edizione dell' "Eneide" di Virgilio, col testo latino e le cinque traduzioni italiane più celebri. Nel campo della ricerca, desto vivo interesse la pubblicazione da lui curata in base al materiale delle sue raccolte, dei carteggi di Gaetano Previati col fratello e di Amalia Guglielmetti con il poeta Guido Gozzano. Gustosi saggi di vita milanese furono pubblicati sulla "Martinella" e sul periodico della "Famiglia Meneghina".
Prima di morire, era alle prese con un romanzo di ispirazione motociclistica dal titolo "Un giorno sarà piccola la terra", ma di quest'opera non resta che il sintetico canovaccio presentato a Gino Magnani per proporne la pubblicazione.
Felice e Spartaco Asciamprener, con le rispettive mogli, riposano nel cimitero di Porto Valtravaglia.