A PROPOSTO DEL BLOG DI "PORTOLAB"

 

E' pur vero che i "blog" possono diventare un utile strumento di comunicazione, ma quello di PortoLab mi pone alcuni interrogativi, che qui riassumo, per puro spirito di collaborazione, a fronte di una forma di informazione moderna ed efficace, se ben gestita.

1. visto che l'amministrazione comunale è una cosa (sindaco, assessori, consiglieri eletti) e PortoLab qualcos'altro (si autodefinisce: "un comitato" e "un laboratorio di idee, di progetti e di intenzioni costituito liberamente da un gruppo di cittadini intenzionati a informare residenti e villeggianti sugli eventi che riguardano la comunità, le risorse ed i soldi di tutti") , bisogna ritenere che il blog di PortoLab non rappresenti il pensiero dell'amministrazione comunale, ma semplicemente qualcosa di diverso.

2. gli interlocutori del blog sono per lo più persone anonime che si celano dietro sigle e pseudonimi, e così chi risponde si identifica come "PortoLab", quindi le risposte non possono intendersi come risposte dell'amministrazione comunale. E anche chi scrive non sembra rivolgersi ad una Istituzione Pubblica, ma a qualcos'altro.

3. gli argomenti trattati, alcuni meritevoli, altri maliziosi, altri ancora un po' polemici, non sono intenzionalmente indirizzati al sindaco, agli assessori o all'ammininistrazione, ma sembrano più una chiaccherata estiva, sulle panchine del lungolago, fra cittadini residenti e turisti, e PortoLab, visto sempre come laboratorio di idee, ecc.

4. la locazione del blog è sul sito privato di PortoLab, nato per esigenze pre-elettorali, e non sul sito ufficiale del Comune di Porto Valtravaglia (che sarebbe opportuno aggiornare!). Le due realtà non devono confondersi, pena confondere il cittadino.

 

Mi permetto suggerire qualche correttivo che potrebbe essere utile a tutti:

1. l'accesso al blog dovrebbe essere tramite il sito del Comune, così da diventare un serio strumento di partecipazione popolare all'attività amministrativa.

2. dovrebbe essere vietata ogni forma di comunicazione anonima, o sotto sigla o pseudonimo, in quanto indirizzata ad una Pubblica Amministrazione, altrimenti restiamo nel campo odioso delle lettere anonime, alle quali - ovviamente - un'amministrazione comunale non può rispondere.

3. chi risponde dovrebbe qualificarsi se Sindaco, e con nome e cognome se assessore, responsabile di servizio, consigliere delegato all'informazione, addetto stampa, ecc. E' ovvio che ogni risposta assume valenza pubblica, impegnativa per gli la da, non a titolo personale ma sempre a nome dell'amministrazione comunale.

 

Senza un minimo di regole, il blog resta quello che è: una palestra dove ognuno, anche anonimo, può dire quello che vuole e chi risponde, altrettanto anonimo, non si assume alcuna responsabilità nei confronti di chiunque. Resta un blog come tanti altri che vediamo in rete, ma di scarsa utilità. Forse le regole proposte faranno diminuire gli accessi, ma è meglio che tutti siano chiari e identificabili, nelle domande e nelle risposte.