Angelo Lucchini


Nacque a Milano il 24 giugno 1853, figlio di Bernardino Luc-chini e di Antonietta Molo.
Come unico erede della famiglia, sotto la guida del padre e dello zio Giuseppe, iniziò presto ad interessarsi della vetreria di Porto "Vetreria Minetti Michele di Lucchini", l'azienda di fami-glia, della quale ne divenne nel 1880 abile dirigente, grazie al suo innato spirito imprenditoriale ed organizzativo.
Nel 1877 sposò Luigia Bossi, dalla quale ebbe tre figli: France-sco nel 1878 che morirà prematuramente a soli quattordici mesi, e nello stesso anno il secondogenito Pietro. Nel 1886 nacque il terzogenito, Bernardo.
Lucchini fu un industriale lungimirante, dalle vedute moder-ne, illuminato e laborioso, attento a volgere a proprio profitto e della propria attività gli eventi, anche se alcuni lo descrivono come uomo politico non certo brillante, con scarse doti oratorie.

Imprenditore
Tra gli anni 1880 e 1900 il Lucchini ampliò e consolidò la pro-pria posizione industriale, grazie alle cariche pubbliche ricoperte ed alle conoscenze fatte nei settori dell'industria, della politica e della finanza.
Il successo del Lucchini è legato principalmente alla storia della sua vetreria. Quando il governo imperial-regio austriaco pensò di attirare in Lombardia l'impresa per la produzione del vetro sorta in Svizzera, a Personico, grazie ai milanesi Cioja e Mellerio, Porto divenne il primo centro industriale della Valtra-vaglia, con la sua fabbrica "di cristalli ad uso Boemia", con il privilegio d'uso dello stemma e l'esenzione dei dazi, sia in en-trata che in uscita, delle materie prime. Mediatore per la scelta di Porto Valtravaglia fu Ambrogio Minetti. Nel 1760 fu acquistata l'area e la produzione fu subito indirizzata ai vetri in lastra, con una ventina di operai nel 1767 (fra cui otto boemi) che divente-ranno poi novanta del 1774, molti dei quali venuti da lontano, come è dimostrato dai tanti cognomi trapiantati in Valtravaglia. La Camera di Commercio di Como riconobbe nel 1857 la vetre-ria di Porto come la più importante della provincia. A metà '800 dal ricambio generazionale emerse Francesco Lucchini (che aveva sposato l'unica erede dei Minetti). I fasti maggiori la ve-treria di Porto li raggiunse tra il 1880 e il 1920 sotto la guida di Angelo Lucchini, quando la vetreria fu dotata di impianti ed at-trezzature all'avanguardia per l'epoca. Il 14 novembre 1902 si tenne una grande festa per l'inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione elettrica della Vetreria. L'energia era fornita dalla Società per le Ferrovie e Tranvie elettriche varesine. Da quella sera in poi tutte le proprietà del Lucchini, la villa padro-nale, il giardino e lo stabilimento sarebbero state illuminate da un nuovo impianto realizzato dalla ditta Del Grosso di Varese.
Il Lucchini nel 1889 acquistò anche una seconda vetreria a Milano dando lavoro a 300 dipendenti. Dopo il 1914 la vecchia fabbrica venne demolita ed al suo posto fu costruita la villa pa-dronale, l'Eremitage, e la nuova fu costruita al di là del torrente Ronè, nei pressi della stazione. Alla morte di Angelo Lucchini era subentrato il fratello Piero: per la vetreria di Porto cominciò il declino. La storia dell'azienda si chiuderà nel 1959.
Angelo Lucchini fu comunque un attivissimo personaggio.
Lo zio Giuseppe (che era membro del Comitato promotore della Banca Popolare di Luino e fu sindaco "solerte, abile e pro-bo") lo propose, nel febbraio del 1885, quale consigliere d'amministrazione nella costituenda banca, mantenendo questa carica fino al 1924. Ne divenne poi presidente per oltre 22 anni (dal 1902 al 1924) dopo esserne stato vice presidente dal 1889 al 1901. Altri istituti bancari lo vollero come consigliere, fra questi la Banca Lombarda DD.PP. e anche alcune società industriali, tra queste la "Vetreria Balzaretti e Modigliani" di Livorno.
Il Lucchini fu anche un convinto sostenitore dell'associazionismo imprenditoriale varesino. A seguito di due incontri fra gli industriali locali, il 15 dicembre 1901 e il 12 gennaio 1902, fu costituita la Camera delle industrie per il Cir-condario di Varese. Presieduta da Paolo Molina coadiuvato da un comitato direttivo fra i quali figurava il Lucchini stesso. Lo statuto prevedeva fra gli scopi sociali quello di provvedere all'esatta osservanza delle leggi concernenti il lavoro e di prov-vedere altresì alla soluzione delle divergenze fra soci industriali ed operai. Ed ancora quello di tutelare gli interessi degli asso-ciati, formare un fondo comune per il conseguimento degli scopi sociali, promuovere la consociazione con altre istituzioni con i medesimi scopi ed obiettivi.
Angelo Lucchini è anche menzionato nell'elenco del 1928 dei soci benemeriti della Società operaia di Luino, costituita nel 1869, e come ideatore della piscicoltura sul Verbano.

Sindaco
Angelo Lucchini, all'età di 42 anni, venne eletto consigliere co-munale e provinciale in occasione delle elezioni generali del 23 giugno 1895. Negli atti comunali da giugno a novembre di quell'anno figura come "pro-sindaco". Il 4 agosto 1895 viene eletto nella giunta municipale. L'11 novembre 1895 il consiglio comunale gli offre la carica di sindaco, che egli si riserva di ac-cettare. E poi accettò, tanto che negli atti comunali del maggio 1896 risulta essere il sindaco di Porto Valtravaglia.
Mantenne la carica fino al 27 novembre 1899 quando pre-sentò le sue dimissioni, motivandole dalla impossibilità di adempiere completamente al suo mandato in considerazione dei molteplici suoi impegni. Le sue dimissioni vennero respinte all'unanimità dal consiglio, ma al 26 giugno 1900 Porto Valtra-vaglia aveva un nuovo sindaco nella persona di Bartolomeo Giovanelli, che sarebbe rimasto in carica fino al 1902.
Lucchini operò una sorta di rivoluzione urbanistica di Porto Valtravaglia.
La costruzione della nuova vetreria permise la nascita del lungolago, così come lo conosciamo oggi, con la realizzazione della strada che collega il porticciolo al sottopasso ferroviario ed alla stazione, il riempimento del vecchio porto, la creazione del terrapieno al posto della spiaggia davanti all'albergo del Sole. La ferrovia Novara - Pino Lago Maggiore (che aveva una dira-mazione all'interno della Vetreria) era stata inaugurata il 18 no-vembre 1882 ed il Lucchini ottenne dal comune di poter realiz-zare la nuova strada, liberando così il centro dal passaggio dei carri e dalle occasioni di pericolo per gli abitanti. Porto era di-ventata in quel tempo una sorta di polo industriale ed artigiano: si contavano, oltre alla vetreria, una filanda, una conceria, due segherie, una tintoria e stamperia di tele.

Deputato
Angelo Lucchini entrò anche in politica all'età di 47 anni e oc-cupò un seggio alla Camera dei Deputati fino al 1919. La sua candidatura nel collegio elettorale di Gavirate - Luino sembra essere stata abbastanza casuale: fu indicato da una apposita commissione di cui fecero parte il notabile Tinelli di Laveno ed il Solera di Luino, come candidato locale, liberale ed indipen-dente. Fu quindi eletto nelle fila del partito conservatore nella tornata del 3 giugno 1900 con 2.416 voti su 4.667 votanti (gli aventi diritto al voto erano 9.560).
La sua elezione fu confermata il 7 novembre 1904 con 3.338 voti su 6.193 votanti. Della sua permanenza a Roma si sa poco, se non che si impegnò in prima persona al compimento della co-struzione di due strade che avrebbero tolto dall'isolamento la no-stra zona: la Luino-Cittiglio e la Luino-Maccagno. Il progetto di quest'ultima risaliva al 1716. Si attivò anche la realizzazione del tratto Laveno - Porto - Germignaga - Luino. Allo scopo aveva costituito un Comitato promotore da lui stesso presieduto, af-frontando concretamente anche la questione finanziaria e risol-vendola con criteri distributivi, chiamando a concorrere i diversi Comuni interessati. Il progetto venne presentato al pubblico la sera di lunedi 6 novembre 1905, alla presenza anche di numerosi sindaci della zona tra i quali il cav. Bossi (Laveno), il rag. Solera (Luino). Il progetto era stato visto come una leva potente della latente ricchezza dei nostri paesi al quale occorreva porre mano con la massima sollecitudine, ricordando "che la civica rappre-sentanza di un paese non ha solo il mandato di provvedere ai bisogni dell'oggi, ma deve con una ben pensata opera, prevede-re e provvedere a quelli del domani".
Viene segnalato dalla stampa del 1903 l'interessamento dell'onorevole per la soluzione della localizzazione della stazio-ne di Ghirla, per meglio servire passeggeri ed agevolare il tra-sporto delle merci.
La stampa locale del 5 novembre 1902 riporta di una munifi-ca elargizione di cento lire dell'on. Lucchini alla scuola profes-sionale della Val Marchirolo, con conseguenti pubblici ringra-ziamenti per l'interesse dimostrato per le istituzioni scolastiche.
Partecipò ai festeggiamenti del 25 - 27 marzo 1904 sul lungola-go di Porto Valtravaglia per il XX anniversario del Sodalizio di Mutuo soccorso fra i lavoratori della Valtravaglia, fondato il 24 febbraio 1884, che contava ben 550 soci. Il sodalizio aveva promosso la costituzione di una scuola di disegno. Il Lucchini fu padrino del vessillo ed alla presenza di oltre trenta società inter-venute, l'onorevole così esordiva: "Essere padrino di questo vessillo è titolo di altissimo onore per me, di grande soddisfa-zione. Qui, tra questa folla di compagni venuti a testimoniare la loro fratellanza e colleganza, mi sento come in una grande fa-miglia che fu sempre la mia prediletta, perché fra essa io vissi i miei anni giovanili". Un nutrito programma allietava le tre gior-nate, dalla sveglia all'alba con sparo di cannoni, al tiro all'oca, ai concerti musicali con tre bande, e, in chiusura, spettacolo di fuochi artificiali sul lago. Il Comitato festeggiamenti era presie-duto dal figlio Piero Lucchini. Domenica 25 febbraio 1906 era presente a Laveno con l'avv. Scipione Ronchetti ed i sindaci dei paesi che si trovano lungo la linea ferroviaria Gallarate-Laveno-Luino allo scopo di presentare al ministro dei Lavori Pubblici on. Carmine un'istanza per raccomandare il sollecito compi-mento della trazione elettrica della linea. Miglioria, questa, da tempo reclamata dalle industrie dei paesi interessati, per meglio favorire le comunicazioni delle località del Verbano con Milano. L'assemblea era stata organizzata il 23 febbraio ed era concor-demente stata appoggiata da tutti i Comuni interessati.

Sabato 28 aprile 1906 è presente a Milano con l'on. Scalini, in rappresentanza del Collegio di Varese, all'inaugurazione della Fiera Internazionale.

Morì a Milano, dopo breve malattia, l'11 febbraio 1925. I suoi funerali si svolsero a Porto Valtravaglia, dove è sepolto nella cappella di famiglia. Al nome dei fratelli Bernardo e Piero restò legato l'Asilo Infantile del capoluogo, con il lascito del fabbricato che ancora lo ospita.

 

(Filippo Colombo)