PROSPETTIVE E PROPOSTE

PER UN FUTURO DI PORTO VALTRAVAGLIA

(da uno studio di Filippo Colombo per il progetto europeo "Lungo le rive della Valtravaglia" - giugno 2006)


INDUSTRIA E TURISMO POSSONO INTEGRARSI

1. Premessa - Il fattore turismo va considerato alla luce di quelle carenze strutturali ed infrastrutturali che limitano la potenzialità di sviluppo di questo settore, ma che anche condizionano pesantemente la crescita dell'industria e compromettono la qualità della vita in questo territorio. Il turismo ha avuto, nel passato, una grande storia, frutto dell'iniziativa di imprenditori che sempre si sono preoccupati di adeguare trasporti, viabilità e servizi alla crescita dei loro progetti. E ciò è avvenuto anche nel passato più recente. Fa meraviglia, tuttavia, la scarsa attenzione a potenziare le attività ricettive. Le ragioni potrebbero essere due: perché la parte più a nord della Provincia - dove è inserita la Valtravaglia - è ancora una gran bella provincia, verde, salubre, con tante opportunità paesaggistiche e testimonianze d'arte, potenzialmente in grado di attrarre turisti. Inoltre, perché la rilevante presenza di attività produttive richiede, ora più di prima, considerato il progressivo allargamento del mercato, adeguate strutture per il turismo d'affari: strutture non solo ricettive, ma anche congressuali ed espositive. Anche se questa sorta di riflessione non è del tutto trasferibile alla Valtravaglia, in quanto siamo qui di fronte a diverse realtà industriali dismesse, ma siamo pur in presenza di un notevole substrato di attività artigianali che meritano una maggior valorizzazione, insieme agli altri "plus" che offre il territorio.

2. Turismo ed economia - Il turismo oggi rappresenta all'incirca il 5% del Prodotto Nazionale Lordo ed è pertanto la più grande azienda del nostro Paese. E' un settore che è cresciuto negli ultimi 30-40 anni in maniera del tutto spontanea, interpretando, più di altri settori, il modello nazionale di sviluppo economico: piccoli soggetti, gestione familiare delle attività, fantasia nell'espletamento del servizio. In questa visione nazionale si rispecchia perfettamente l'evoluzione del settore in Valtravaglia. Il flusso turistico degli stranieri, grazie in particolare soprattutto ad un patrimonio naturale, ma anche storico ed artistico, è triplicato (in Italia si sono registrati 8 milioni di arrivi esteri nel 1962 e 27 milioni nel 1992). Ma, mentre all'estero l'offerta turistica si andava industrializzando, creando standard di servizio, garantendo infrastrutture, differenti tipologie di alberghi, nuove forme di ricettività, ma anche strade e ferrovie adeguate, il turismo italiano viveva un'aggregazione indistinta di operatori e consumatori che non sono riusciti ad esprimere una propria autorevole rappresentanza, salvo rare eccezioni in questi ultimi anni. Cosicché oggi la quota di mercato internazionale del nostro Paese, che aveva raggiunto il 15% si è ormai ridotta al 5-6% (fonte Organizzazione Mondiale del Turismo). Il turismo, uno dei cardini del sistema economico italiano e quindi locale, sta vivendo un momento di difficoltà e comunque di ampia riflessione sul suo ruolo. E' frustrato dalla carenza di servizi adeguati e di infrastrutture, e la provincia di Varese ne è un esempio, nonostante la presenza di Malpensa 2000 che ancora non fa sentire i suoi effetti sul turismo locale per il mancato adeguamento dei collegamenti stradali e ferroviari verso il nord della Provincia. Ecco perché lo stato di salute del turismo interessa da vicino tutte le componenti che promuovono lo sviluppo economico, sociale e culturale del nostro Paese.

3. Turismo ed industria - Poiché il settore della produzione industriale, artigianale e di servizio è uno dei cardini dello sviluppo locale, questi guardano con attenzione ai problemi del turismo per le ricadute che esso ha in termini di strutture e servizi la cui fruizione non è limitata al mondo delle vacanze del tempo libero (sarebbe poca cosa per la nostra zona) ma si estende su tutto il periodo dell'anno, ed è quindi comune interesse per le imprese e per i singoli turisti avere comunicazioni efficienti, reti telefoniche e telematiche che funzionano a standard elevati, treni veloci e confortevoli, strade adatte a sopportare il traffico dei nostri giorni, magari sacrificando percorsi più turistici al traffico commerciale che dovrebbe essere opportunamente dirottato. E che ci sia un rapporto stretto fra industria e turismo lo si rileva nelle iniziative di Federturismo che ha dato vita nel 1994 ad un progetto di "turismo industriale". E se il volume dei viaggi e del turismo in Europa è stato stimato per il 2005 in oltre 500 milioni di arrivi, contro i 276 nel 1994, se ne comprende l'importanza.

4. Le risorse e la "non voglia" di turismo - Il Varesotto, e di riflesso anche la Valtravaglia, ha paesaggio, arte e storia che favorirebbero il turismo intelligente, ma manca una cultura di fondo che potrebbe portare in alto il settore. Assenza di posti letto, gravi difficoltà di comunicazione e servizi inadeguati rendono ancora poco appetibile la nostra zona. Il turismo è ancora considerato un settore minoritario dagli abitanti, scarsamente dotati di "cultura" turistica e quindi con insufficiente sensibilità alla esigenze del settore. E' parso loro più facile monetizzare terreni, cascine, case nei centri storici, porzioni di litorale lacustre per permettere la creazione di uno sviluppo turistico che si è poi rilevato illusorio rispetto alle esigenze locali, con - in ultima analisi ed in alcuni casi - grave danno al territorio. Basti ricordare i cosiddetti "villaggi" turistici, l'occupazione delle spiagge, senza ritorno economico permanente per il territorio. Occorre quindi riscoprire il turismo di primavera, autunno ed inverno, con strutture e iniziative stabili rivolte al turismo "non tradizionale" (es. turismo d'affari, congressuale) a completamento del turismo di diporto, che si svolge prevalentemente nel periodo estivo e nei fine settimana.

5. L'offerta turistica attuale - Le attrattive non mancano. Il paesaggio ben si presta ad una proposta di vacanza valida tutto l'anno, all'insegna dell'ecologia e della tranquillità, cui si aggiungono testimonianze di storia e di arte di grande interesse, cui sono spesso connesse manifestazioni di alto valore. Basti pensare alla stagione organistica della Provincia "Antichi organi - patrimonio d'Europa" che trova proprio nell'alto Varesotto il nucleo più consistente di concerti; poi la stagione musicale della Canonica di Brezzo di Bedero (33a edizione); la stagione "Musica a Domo (15a edizione nel 2006); musica a S. Veronica (6a edizione nel 2006). Queste solo per citare quelle a noi più vicine. Numerose sono anche le attività sportive che si svolgono in provincia: vela, canottaggio, tennis, volo a vela, volo libero, trekking, pesca, passeggiate a cavallo. Il tutto potrebbe essere usufruito dagli abitanti e dai turisti, con vantaggio reciproco. Positive in questi ultimi anni le iniziative della Provincia con la posa di segnaletica storico-turistica lungo le strade provinciali e l'inizio di diversi Comuni di segnalare palazzi, chiese e altri monumento con adeguati segnali ed indicazioni. Vanno infine rimarcate alcune iniziative private che hanno portato alla costituzione di consorzi turistici, come il "Consorzio Turistico Varese e Provincia" presso l'Unione delle Associazioni Commercianti della provincia di Varese ed il recentissimo "Consorzio Turistico Regio Insubrica" (marzo 2006) costituito nell'ambito della Confesercenti varesina.

6. Turismo e problemi da risolvere - Cosa manca al nostro turismo? Manca soprattutto un coordinamento delle diverse iniziative, unito ad una miglior promozione del territorio con materiale illustrativo, cartellonistica stradale, ecc. Manca, insomma, il lancio del "prodotto turismo" - nel nostro caso - "Valtravaglia". Ma principalmente mancano le infrastrutture viabilistiche e di collegamento. L'autostrada dei laghi è praticamente impercorribile per il grande traffico che deve sopportare; fondamentale è il completamento del tratto di strada provinciale Gavirate - Cittiglio - Valcuvia - Luino - Svizzera e l'adeguamento di alcuni tratti della Luino - Maccagno - Zenna. Non ultimo restano il problema ambiente (manutenzione del verde, decoro dei centri abitati, recupero dei nuclei storici) e la balneabilità del lago: di queste mancanze ne risente la proposta turistica e non è facile convincere gli operatori ad investire in servizi turistici anche balneari ed attività connesse.

7. Scelte politiche - Complessivamente considerato, il Verbano si presenta come area a "turismo maturo": il profilo del turista medio è positivo (si tratta di ultra quarantenni, di ceto sociale medio - alto, con buone possibilità economiche, che soggiorna individualmente o con la famiglia, con provenienza differenziata (45% italiani e 55% stranieri) e l'interesse è di tipo naturalistico culturale). C'è però uno scompenso di risultati se si analizzano le tre aree in cui si potrebbe dividere il lago: basso Ticino, sponda piemontese, sponda lombarda. Le prime due sono state certamente avvantaggiate dalle linee ferroviarie e stradali lungo gli assi del Sempione e del Gottardo e dall'autostrada Genova - Vergiate - Arona, mentre il Varesotto ha pagato il prezzo di un'autostrada che termina a Varese e a Vergiate. Questa nostra zona è così diventata un'area da turismo escursionistico e della seconda residenza, forme di "non turismo" assolutamente deleterie e da disincentivare. Esse infatti obbligano a prevedere forme di richiamo ed intrattenimento "da fine settimana" (con i problemi che ne derivano) lasciando scoperti spazi e tempi, e impedendo la formazione di un solido raccordo con gli altri settori economici, considerato che il turismo è trasversale a tutti gli altri comparti produttivi. Così da noi il turismo appare soffocato e anziché porsi in posizione di complementarietà ed agire sinergicamente insieme al resto dell'economia, si scontra con l'urbanizzazione, l'industrializzazione (anche dismessa) ed il degrado ambientale. Ma la zona del lago ha tuttavia buona vocazione e non ha subito danni irreversibili: si tratta di adottare gli strumenti di programmazione economico-territoriale che privilegino il turismo vero (la sponda piemontese insegna) e sgombrino lo spazio da quello falso (escursionismo di giornata e seconde residenze).



Bibliografia e fonti

· Archivio Storico Comune Porto Valtravaglia
· Loci Travaliae - ed. Comune Porto Valtravaglia
· La sponda operosa - Pietro Macchione, Alberto Bertoni - ed. Macchione 1995
· Vita economica e cooperazione a Varese tra la fine dell'800 e la seconda guerra mondiale - Pietro Cafaro - ed. ASK 1989
· Unione press - L'impresa turismo fattore di sviluppo che il Varesotto deve riscoprire - ed UNIVA - luglio agosto 1994
· Quale turismo per la provincia di Varese - CEDOC Varese - ed. Nicolini 1991
· Edifici produttivi di ieri - CEDOC Varese - Ed. Nicolini
· Camera di Commercio Industria Artigianato - Varese
· Como e Varese nella storia della Lombardia - a cura di Giovanni Grilli
· Storia di Luino e delle sua valli - ed. Macchione - Pierangelo Frigerio
· Storia dell'industria lombarda - vol. I - II - Edizioni Il Polifilo
· Una provincia industriale - Ed. Lativa - Pietro Macchione
· Varese giardino dell'industria - Ed. UNIVA - a cura di Pietro Macchione, Raffaella Ganna, Alberto Grampa, Sara Macchione


(Giugno 2006)