Scipione Ronchetti

 


Nacque a Porto Valtravaglia il 10 ottobre 1846. Le sue origini sociali appartenevano al mondo degli artigiani; era infatti nipote di Anselmo Ronchetti, calzolaio originario di Pogliano Milane-se, intimo amico di Napoleone Bonaparte.
Dotato di vivido ingegno, intraprese gli studi di legge al-l'Università di Pavia, allievo del Collegio Borromeo, dove si di-stinse per profitto ed impegno. A vent'anni, nel 1866, seguì co-me volontario Garibaldi, partecipando ai combattimenti a Bez-zecca e sui monti del Trentino. Laureatosi, aprì uno studio a Milano ed in breve divenne uno dei più famosi penalisti degli ultimi decenni dell'Ottocento. Si dimostrò un oratore eccellente, ma capace di essere semplice da poter essere apprezzato anche dalle persone non esperte di oratoria forense.

Il politico
La passione patriottica del nonno, la convinta adesione del padre (1) al risorgimento italiano, lo spinsero a militare nel Partito Demo-cratico. Venne eletto più volte come consigliere comunale e poi coprì la carica di assessore della città di Milano.
All'età di trent'anni era già candidato al Parlamento e nel 1876 venne eletto deputato per il collegio di Pizzighettone, di Cremona e di Milano per ben tre legislature, nelle file del Partito Democratico. Nel 1890 entrò alla Camera per il collegio di Gal-larate (XIII legislatura) ed in tale posizione rimase per circa trent'anni (XIV e XV legislatura, rimanendo escluso nella suc-cessiva ma subito rieletto per la XVII), quindi fino alla morte. Lui, che si dichiarava massone, era riuscito ad avere l'appoggio del cattolici, dopo aver perso le simpatie dei socialisti. La sua persona doveva essere ben accettata in campo elettorale, otte-nendo voti, oltre che dai democratici e da una parte di classe operaia, dai conservatori e, più tardi, perfino dai clericali.
Nel giugno 1892 fu nominato Sottosegretario di Stato per l'Istruzione Pubblica, essendo ministro Ferdinando Martini (1841 - 1928). Fu anche sottosegretario di Grazia e Giustizia dal 1896 al 1897 nel governo Rudinì. Infine per l'Interno dal 1901 al 1902 nel governo Zanardelli.
In quell'ultima occasione, nel dicembre 1901, il consiglio comunale di Porto Valtravaglia aveva deliberato per acclama-zione di nominare cittadino onorario l'avv. Scipione Ronchetti e di intitolare a suo nome la piazza principale del paese, davanti al lago. La targa apposta sulla facciata del Caffè Milano ricorda l'evento, come pure la dedicazione della via che portava alla stessa piazza e che è conosciuta come la "discesa del Zerìn". I giornali dell'epoca registrarono come la decisione venne accolta con generale e vivo compiacimento da tutti i paesi della Valtra-vaglia.
Fu, in seguito, dal novembre 1903 al marzo 1905, Ministro di Grazia e Giustizia sotto i governi Giolitti e Tittoni, legando il suo nome alle due leggi per la condanna condizionale, il perdo-no giudiziale e per il divieto di porto del coltello. Fu anche tra i maggiori fautori del blocco del progetto di legge sul divorzio.
A Milano, nel cui comune era stato eletto consigliere ed as-sessore, aveva fondato e presieduto per molti anni il "Patronato dei liberati dal carcere", teso al recupero morale ed al reinseri-mento sociale degli ex detenuti.
Il quotidiano "La Prealpina" del 5 novembre 1903 dà notizia della carriera politica del Ronchetti, definendolo "uomo colto, che possiede una ricchissima biblioteca", nominato membro di autorevoli Commissioni, segno della stima e della considerazio-ne di cui gode in sede parlamentare. E l'11 novembre 1904, alla riconferma a deputato del collegio di Gallarate, ne segnala i fe-steggiamenti tributatigli da una gran folla alla stazione, cui se-guirono un sontuoso rinfresco e al Casino Sociale i discorsi d'occasione. Con 3554 voti su 4873 votanti il Ronchetti aveva battuto gli avversari Claudio Treves (1105 voti) e Luigi De An-dreis (81 voti). Il neo eletto mandava al Comitato Elettorale un telegramma con il quale manifestava la sua più viva commozio-ne e la sua infinita riconoscenza assicurando che "consacrerò tutto me stesso con rinnovato ardore alla pubblica cosa". E c'era da crederci!
Praticamente Scipione Ronchetti sedette in Parlamento per ben quarantadue anni.
E' sua una proposta di legge, fra molte altre, presentata alla Camera dei Deputati in qualità di proponente e relatore, dell'11 maggio 1878 e riguardante l'aggregazione di alcuni comuni in provincia di Cremona. Non dimentichiamo che in quegli anni il Ronchetti era stato eletto proprio nel Collegio di Pizzighettone e da questo mandamento proponeva di staccare i comuni di Pa-derno Fasolaro, Castelverde e Ossolaro per aggregarli al man-damento di Casalbuttano. I presupposti della proposta di legge erano semplici: minor distanza dei comuni interessati da Casal-buttano (3 - 5 km.) contro i quasi venti che li separano da Pizzi-ghettone; più facili e molteplici i rapporti commerciali nell'ambito del nuovo mandamento.
In una sua lettera data 11 febbraio 1881, su carta intestata del Segretario Generale del Ministero di Grazia e Giustizia, il Ron-chetti scriveva al collega Ferdinando Berti, deputato al Parla-mento, in merito ad una sua richiesta di "trasloco del Taschieri coordinandolo a quello di qualche altro pretore", viste "come stanno le cose pei pretori di Savignano e Alfonsine".

Nel sociale
Era molto attivo ed attento alle varie istituzioni del suo collegio elettorale, alle associazioni, ai circoli operai, agli enti.
Valga per tutti la sua profonda amicizia che lo legò all'avv. Luigi Maino (1852 - 1915), originario di Gallarate ed anch'egli brillante avvocato politicamente impegnato dal 1892 nel Partito socialista italiano e deputato al Parlamento. Sua moglie, Ersilia Bronzini, altrettanto politicamente impegnata, si batté per il ri-conoscimento giuridico e l'erezione in ente morale del servizio di guardia ostetrica di Milano. Tale iniziativa prese avvio nel 1887 ed il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1898. Dopo altri diversi impegni a difesa di donne e bambini, soprattutto nel set-tore medico ed assistenziale, portati avanti con impegno e suc-cesso, la famiglia Majno, fu colpita dalla morte della figlia più piccola, Mariuccia, avvenuta nel 1901. A lei fu dedicato l'Asilo Mariuccia, fondato nel 1902, come ricovero per bambine e ado-lescenti avviate alla prostituzione. Tale istituzione fu diretta da Ersilia Majno con assoluta dedizione fino alla morte, avvenuta il 17 febbraio 1933. Fu in questa iniziativa che l'avv. Majno ebbe l'appoggio dell'avv. Ronchetti, anche con la donazione di una proprietà in Porto Valtravaglia, già del padre ed ereditata con il fratello che era provveditore agli studi di Milano, per l'attività dell'Asilo, situata in via Altipiano.
Scipione Ronchetti ebbe a cuore lo sviluppo dei paesi del Varesotto e del Gallaratese. Le cronache dell'epoca lo ricordano presente nel 1900 all'inaugurazione della prima linea ferroviaria elettrificata Gallarate - Varese, già realizzata negli anni 1863 - 1865 insieme alla Milano - Gallarate.
Nei primi anni del '900 le linee ferroviarie Milano - Luino e soprattutto la Genova - Novara - Pino che dalla Liguria e dal Piemonte portavano al Gottardo senza passare da Milano, erano oggetto di critiche da parte degli amministratori locali per sva-riati motivi, riassunti in una circolare del 30 novembre 1904 del sindaco di Luino, l'ing. Giuseppe Petrolo. Egli convocava una pubblica assemblea denunciando la situazione di una rete ferro-viaria che aveva pochi decenni di vita, ma non rispondeva alle esigenze "locali ed internazionali". Al riguardo egli scriveva che "da ben venti anni influenze occulte ostacolano tutte le linee fer-roviarie… e così non più vetture dirette, non treni celeri, ma continui trasbordi, perdite di coincidenze, materiale ferroviario scadente ed insomma un complesso di cose da umiliarci presso i forestieri". All'ordine del giorno c'erano anche la trazione elet-trica Gallarate - Lago Maggiore e gli orari ferroviari.
A proposito di questi ultimi, il nostro Scipione Ronchetti, che in quegli anni era Sottosegretario agli Interni, era già stato interes-sato nell'aprile del 1902 dai sindaci di Porto, Castello, Veccana, Muceno, Musadino e Bedero che, con loro telegramma, denun-ciavano la grave minaccia agli interessi del Luinese portata dall'adozione del nuovo orario ferroviario. L'onorevole rispon-deva con altrettanto telegramma del 16 aprile e si dichiarava "lietissimo di adoperarsi col massimo impegno perché le giustis-sime aspirazioni care a loro (i sindaci, n.d.r.) e care quindi anche al mio cuore, siano tenute presenti ed assecondate". Il 18 aprile il collega Nicolini, Ministro dell'Interno, scriveva al Ronchetti dando le buone notizie attese e sperate: dall'estate ormai immi-nente sarebbero state previste sette coppie di corse fra gli estre-mi della linea Milano - Gallarate - Luino, con riduzione dei tempi di sosta a Laveno e sulla prima corsa da Luino. Nell'orario estivo sarebbero state sperimentate anche alcune corse dirette fra Milano - Laveno - Luino. Il Ronchetti trasmet-teva subito copia della lettera dell'amico Ministro al sindaco di Porto, Pietro Pecchio, che con soddisfazione accoglieva la solu-zione del problema che, pur locale, solo pochi mesi prima, l'8 ottobre 1901, aveva coinvolto Sua Maestà la Regina Madre che su un convoglio della linea Novara - Pino - Gottado, transitava da Porto e accumulava un ritardo di ben 15 minuti! Da qui la ne-cessaria segnalazione e le rimostranze da parte del sindaco al Regio Ispettorato delle Strade Ferrate di Milano. Poi, l'intervento del Ronchetti sembrava aver risolto ogni cosa, ma - come abbiamo visto - per poco tempo.

Morirà a Milano all'età di 73 anni il 30 novembre 1918. Ebbe solenni funerali ai quali l'allora sindaco di Gallarate, Olindo Pa-sta, recò il saluto della città, ricordando le benemerenze del de-putato "che aveva lasciato profondissima traccia di bene fra la cittadinanza gallaratese".
A Porto Valtravaglia, in via Vigèra, resta la villa dove nac-que, sul cui muro di cinta spicca ancora l'antica lapide in pietra con la dicitura "Sito Ronchetti". In municipio si conserva una sua fotografia con dedica. Con scrittura minuta si rivolgeva a Porto Valtravaglia che affettuosamente lo aveva seguito nella sua carriera e chiudeva dicendo: "… vi ho scritti indelebilmente nel mio cuore".

 

 

 

 

(1) Anselmo Ronchetti - Nacque a Pogliano il 5 ottobre 1773 da modesti genitori di Busto Arsizio. Rimasto orfano di padre in tenera età, dovette abbandonare gli studi per il lavoro e si recò a Mi-lano, dove trovò occupazione come garzone presso un ciabattino che aveva la bottega al Carro-bio, dedicando però tutto il tempo libero alla lettura dei celebri brani dei poeti del tempo. Dopo pochi anni e sacrifici, riuscì a mettere insieme un gruzzoletto per aprire una propria bottega alle Cinque Vie, acquistando subito molta simpatia e molta clientela per il suo carattere gentile. Aiu-tato finanziariamente da amici, si trasferì al Durino e successivamente alla Cerva. Ormai il Ron-chetti era diventato il calzolaio più famoso di Milano che aveva saputo fare del suo mestiere un'arte, infatti creava stivaloni alla dragona, ma anche scarpette dorate per le damine e per le ballerine del teatro alla scala. Il 1796 fu un anno importante per Anselmo Ronchetti: quando Na-poleone, scacciando gli Austriaci, venne a Milano per la prima volta, corse anch'egli a vederlo tra la folla acclamante e in un attimo, con occhio esperto, gli misurò la forma del piede. Dopo pochi giorni presentò al generale un paio di scarponi che erano di una perfezione sorprendente. Compiaciuto e meravigliato, Napoleone ricolmò il calzolaio d'elogi e di compensi. Da allora il Ronchetti diventò il calzolaio preferito di principi e sovrani, era davvero bravissimo. A Pogliano è ricordato grazie ad una via e una Scuola Media Statale dedicate al poeta-calzolaio

Nella foto: Milano - Cimitero Monumentale - Monumento funebre di Scipione Ronchetti (opera di Sommariva Emilio)

 

 (Filippo Colombo)